Rustico C, a Casier, in corso

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

Edificio con una perfetta impostazione morfologica di tipo “bioclimatico”. 

L’immobile esistente in oggetto è sviluppato secondo l’asse est-ovest con il fronte principale caratterizzato da una doppia fila di ampie forature delimitate superiormente da archi a sesto ribassato e volte a crociera in laterizio. Tali suggestive caratteristiche sottolineano un uso sapiente dell’”arte di costruire” che eccede, anche senza particolare enfasi, i caratteri tradizionali dell’edilizia rurale veneta.

Si sottolinea che l’edificio, per come è morfologicamente e topologicamente strutturato (con particolare riferimento all’orientamento e alle forature), si renda perfettamente compatibile con un riutilizzo in chiave bioclimatica.

La vita plurisecolare dell’impianto è testimoniata dai dati storico-iconografici e catastali raccolti, dalla “lettura” formale e costruttiva nonché dalla vetustà che si riscontra nella  verifica dello stato di conservazione delle strutture. La presenza di un fabbricato in linea è riscontrabile già nelle Mappe Antiche del 1713 e, più avanti nel tempo, nel Catasto Napoleonico del 1801 a al Catasto Austriaco del 1842.

L’intero edificato era dotato di murature costruite in mattoni a due teste posti su malta con sabbia di campo e calce; le pareti intonacate erano superficialmente in avanzato stato di degrado fisico e alcuni tratti delle pareti a nord ed ovest  erano prive d’intonaco. Pur donando alla superficie un piacevole valore cromatico, ciò ha causato l’imbibizione del mattone sia d’acqua che d’ammoniaca compromettendo in alcuni punti la resistenza meccanica. Tale degrado si è accentuato maggiormente nelle murature delimitanti i locali che un tempo sono stati utilizzati come ricovero animali. Solai e coperture (in più punti erano piuttosto deteriorati) erano totalmente in legno con qualche aggiunta di elementi strutturali metallici con funzione di architravi. Il manto di copertura era e resterà  in coppi di laterizio.

Il progetto prevedeva il completo recupero dell’immobile. Il corpo “padronale” datato XVIII° secolo con portici a sud a doppia campata collegata da volte a crociera con archi a sesto ribassato, verrà recuperato rispettando interamente l’impianto esistente con l’accortezza, però, di liberare i tamponamenti sotto le volte per dare luce e salubrità a locali abitabili del piano terra e delle camere al primo piano felicemente aperte a sud per un maggiore apporto solare e, quindi, un miglioramento del comfort e benessere abitativi.

Un aspetto interessante, sempre a fini di una migliore efficienza energetica, sono le aperture a nord che, rispetto all’attuale “disordine compositivo”, vengono ricomposte con una distribuzione più adeguata sotto il profilo funzionale e formale.

Il prospetto sud della porzione alta ad est verrà proposto con la riapertura del varco a volta che metterà in luce l’intero portico e lo renderà perfettamente funzionale alle nuove esigenze abitative. L’alloggio, in particolare al primo piano, è disposto in modo da ottenere i locali più frequentati, come le camere, verso il lato sud, mentre il vano scale e il disimpegno sono stati ricavati a nord come si addice alle migliori esperienze bioclimatiche.

La consapevolezza del valore storico-culturale intrinseco del complesso edilizio, da parte della committenza, ha permesso di orientare il recupero della casa in modo “non pesante”, nel rispetto delle regole del “buon restauro” e, soprattutto, con materiali naturali quali legno, mattoni, calce ecc..

Eccezione sarà fatta solo per eseguire le sottofondazioni ed eventuali cordoli o pilastri che dovranno necessariamente essere in calcestruzzo armato.

La muratura in mattoni, in origine completamente intonacata, è risultata in più punti sconnessa e la malta, composta con sabbia di campo e calce, era in avanzato stato di “sfarinamento” e all’esterno quasi ovunque “dilavata” dalle piogge e dal tempo.

Particolare attenzione è stata posta all’uso dei materiali. Il progetto, fatta eccezione per i rinforzi sottofondazionali, prevede esclusivamente l’utilizzo di materiali naturali come l’esistente costruito con laterizio (mattoni e coppi), calce, legno e ferro. La coibentazione perimetrale, al fine di recuperare il volano termico della muratura in mattoni pieni, verrà effettuata con l’applicazione di un termo-cappotto esterno di circa 14 cm.

L’edificio cosi come si presenta, è ottimale per un “linguaggio funzionale” al “diritto al Sole”. Infatti, le abbondanti aperture vetrate a sud, che si affacciano sul cortile (prevalentemente attraverso uno spazio porticato), funzionano come elemento di mediazione tra gli spazi interni ed il fronte di provenienza della massima radiazione solare invernale per le superfici verticali. Contemporaneamente le aperture a sud sono protette dalla calura estiva per la presenza del porticato. Allo scopo è utile rilevare che il 21 di dicembre alla nostra latitudine di 45° il sole a mezzogiorno ha una inclinazione, rispetto alla linea di terra, pari a 21° 33’, molto vicino al piano ortogonale alle superfici verticali.

Parrocchia S. Vigilio: Scuola Materna e oratorio (2009/2014)

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

CLASSE A di QUALIFICAZIONE e PRESTAZIONE ENERGETICA.

Il progetto è composto da un insieme di parti che formano le Opere Parrocchiali di San Vigilio a Dosson.

La premessa fondamentale che ha dettato la necessità di questo intervento è stato lo sviluppo demografico di questa realtà nella periferia trevigiana. La dotazione degli spazi oggi disponibili è frutto di adattamenti in epoche e situazioni demografiche diverse dalle attuali per consistenza, dimensioni, caratteristiche e modalità costruttive. Infatti, in forza delle urbanizzazioni degli anni ’60/70, ci sono stati incrementi notevoli della popolazione locale nel Comune.

Attualmente l’insieme delle Opere Parrocchiali sono sviluppate in un’area di proprietà della Parrocchia di circa a 15.000 mq ed è costituito da:

1) Chiesa (con sacrestia servizi e campanile);

Canonica con alloggi parroco, biblioteca, cappella feriale, servizi e una sala disponibile;

  • oratorio comprendente al piano terra un bar con servizi, aula per catechesi, magazzini e servizi; al primo piano aule per catechesi, magazzino e una grande sala a disposizione (questi ultimi su più livelli) e servizi;
  • Scuola Materna con sala giochi, refettorio, cucina, servizi e ufficio. La porzione di fabbricato interessata dalla Scuola comprende anche gli alloggi delle suore;
  • le aree esterne che costituiscono in gran parte lo spazio a disposizione della Parrocchia, adibite a verde e giochi all’aperto ed uno spazio ad uso parcheggio.

Per quanto citato nelle premesse, considerato non più derogabile l’adeguamento della Scuola Materna e le altre opere parrocchiali alle nuove esigenze, si è proposto una complessiva rivisitazione degli spazi a disposizione della Parrocchia cercando una risposta risolutiva a medio e/o lungo termine sotto il profilo educativo – pastorale, funzionale ed  igienico – sanitario. Allo scopo, previa predisposizione di uno studio progettuale generale di massima (presentato a partire dal 2005), si è inteso procedere per stralci o per parti, con priorità che verranno via via stabilite a partire dalla Scuola Materna dopo aver provveduto a dotare l’intero complesso con dei locali interrati ad uso magazzini, centrale termica centralizzata ed altri locali.

Il secondo stralcio, riguardante la Scuola Materna (2008/2010) è stato suddiviso nei seguenti due lotti:  lavori di ristrutturazione dell’esistente e ai lavori di ampliamento con incremento delle sezioni da 5 a 7.

L’intervento sull’esistente verteva su modifiche strutturali e funzionali al fine di adeguare e mettere a norma i locali alle nuove esigenze funzionali alle nuove 7 sezioni compresi i relativi servizi. Pertanto, si è provveduto all’adeguamento sismico, antincendio, igienico e sanitario e di riqualificazione energetica.

L’ampliamento edilizio di progetto è costituito da un corpo di fabbrica a pianta pressoché rettangolare su due piani con asse maggiore nord-sud e di dimensioni in pianta di mt. 18,10 x 8,80. E’ previsto, inoltre, un modesto ampliamento al piano terra con funzioni di collegamento interno e disimpegno a ridosso della parete ovest della sala per attività ludiche. Tale intervento, interamente a faccia vista è dotato di una vetrata zenitale. In prossimità dell’ingresso è stata ricavata una nicchia che ospita la statua di S.Francesco opera di una scultrice locale.

Successivamente, è stato affrontato il 3° stralcio (2011/2014) comprendente l’adeguamento e l’ampliamento dell’Oratorio con incremento di locali per catechesi ed incontri di gruppo per attività pastorali e culturali.  In questa fase è stata ricavata al piano primo una Sala Assembleare con 80 posti a sedere e dotata di ogni comfort e servizio.

I lavori del recente intervento sono terminati nel 2014. Attualmente sono in fase di organizzazione gli spazi gioco esterni nell’ambito di un ampio spazio a verde utilizzabile dall’interà comunità.

Il progetto generale è stato via via rivisitato per adeguamenti alle disponibilità economiche della Parrocchia per cui sono stati effettuati tagli rispetto all’origine. In particolare si sottolinea il ponte di collegamento tra la Scuola Materna e il nuovo Oratorio il cui passaggio coperto al primo piano è rimasto incompiuto.

Sempre il progetto complessivo originario prevedeva una grande  Sala Comunitaria e Polifunzionale da 600 posti (oltre a una biblioteca parrocchiale) la cui realizzazione sarà oggetto di scelte e valutazioni di carattere, essenzialmente, economico a carico delle prossime generazioni.

AREA CENTRALE ZONA F – GMT a Dosson (2008/2010)

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

Tipologie di alloggio in Classe Energetica  A  e tipologie di alloggio in Classe Energetica B.

L’intervento riguardava  la nuova costruzione di due fabbricati residenziali nella periferia sud di Treviso. Il lotto, di 3.000 mq circa, era situato all’interno dell’ambito d’intervento in posizione nord-nord-est rispetto ad vicino corso d’acqua. I fabbricati confinano:

a sud con un marciapiede/pista ciclopedonale che delimita una infrastruttura stradale di nuovo impianto; a nord con un percorso ciclopedonale; ad est con un’area interessata da un futuro insediamento commerciale e direzionale (previa interposizione di una fascia di verde di circa 5 mt) e ad ovest con il verde primario (parco e verde attrezzato) secondo le previsioni del Piano Particolareggiato.

L’intervento comprende due edifici residenziali con 16 alloggi ciascuno. Tali edifici, in linea ed orientati con l’asse maggiore nord-sud (11° ad est rispetto all’asse sud), sono costituiti da tre piani fuori terra oltre ad un piano interrato.

Occorre ribadire, che lo  sviluppo della tipologia in linea proposta (come dettato dallo strumento urbanistico attuativo in vigore al momento dell’intervento), con l’asse maggiore nord-sud non sia al passo con i tempi e renda piuttosto ardua l’attuazione di edifici ad elevata sostenibilità ambientale con particolare riferimento allo sfruttamento dell’energia solare. Tutto ciò, in considerazione dell’impianto storico originario posto più a nord costituito dai cosiddetti “Casini del Conte”, edificio orientato con l’asse maggiore est-ovest oltre al l momento storico attuale, in cui la sostenibilità ambientale dovrebbe assumere una valenza strategica nella progettazione della Pianificazione Urbana.

Dimensionalmente sono stati previsti alloggi di varie dimensioni in cui sono dotati da una a tre camere mentre tutti gli alloggi sono provvisti di cucina, soggiorno e bagni.

Le residenze proposte al piano terra sono provviste di giardino privato. Tutte le unità immobiliari potranno avvantaggiarsi del recupero di acqua calda sanitaria dai pannelli solari posti sulla copertura a falda.

La struttura portante è in muratura in termo-laterizio armata con telaio in cemento armato. I solai sono in latero cemento, fatta eccezione per la copertura dotata di solaio in legno a vista.  La copertura, infatti, è di tipo ventilato e rivestita con coppi in laterizio previo strato coibente adeguatamente dimensionato. I serramenti sono in legno e forniti di vetro camera. Le pareti esterne protette e coibentate da un termo cappotto di adeguato spessore e successiva finitura colorata di finitura.

I canali di gronda, i pluviali e le scossaline sono in lamiera di rame.

La pavimentazione carraia esterna di pertinenza è in blocchetti di calcestruzzo.

Gli accessi alle unità sono costituiti da un asse centrale nord sud che favorisce lo sviluppo di spazi di verde in parte anche alberati (a sud del lotto) e la piantumazione di siepi lungo i confini con funzione di mitigazione e protezione acustica e ambientale.

Nel progetto dei due edifici si è cercato di reinterpretare in chiave “modernista” i caratteri tipici della architettura locale:

  • le tese, i barchi che sono tradizionalmente costituiti da una copertura a due falde su pilastri e setti di muratura intonacati;
  • manto di copertura in “coppi” sovrastante una struttura lignea costituita da una trave di colmo poggiante su muri perimetrali e su più pilastri;
  • portico, loggia come elementi caratteristici del nostro territorio rurale;
  • “oscuri” in legno;
  • tavolato in legno come pavimentazione del solaio della zona notte come quello del fienile o del granaio (che impediva la condensa dei vapori dalla stalla).

Il progetto cerca di inserirsi dignitosamente nel contesto e, nella sua unità formale, cerca di dare continuità alla cortina edificata iniziata ad ovest in un insieme edilizio diversificato per tipologia, forma e funzione.

Casa P+C a Treviso 2005/2006

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

L’edificio oggetto di intervento di ristrutturazione è sito in Treviso, località S.Zeno ed è costituito da un fabbricato con tipologia a blocco comprendente due abitazioni rispettivamente al 1° e al 2° piano, e garage-magazzini al piano terra. L’immobile risale al 1960 ed è stato costruito con tecniche e materiali tradizionali come il laterizio intonacato per le murature, il legno per i serramenti, manto di copertura in coppi ecc. .

Gli impianti esistenti erano di tipo tradizionale con distribuzione a pioggia, riscaldamento con caldaia a gas e corpi scaldanti a radiatori. L’impianto elettrico è stato completamente adeguato alle norme vigenti in materia, provvedendo al suo totale rifacimento.

Il progetto ha riguardato essenzialmente una riorganizzazione complessiva degli spazi oltre ad un adeguamento igienico sanitario e normativo per il ricavo di un unico alloggio (in luogo dei due attuali). Si provvederà alla riduzione dell’altezza utile dei piani per l’inserimento della coibentazione all’intradosso del solaio di soffittatura del secondo piano, nonché per la distribuzione dei nuovi impianti a pavimento ai fini di un maggior risparmio energetico.

Al  piano terra si procederà ad una riorganizzazione degli spazi a seguito  dello spostamento dell’ingresso dal fronte est a quello nord eliminando in tal modo, con l’inserimento di una rampa, gli eccessivi dislivelli interni.

Sono stati inoltre ricavati, sempre a piano terra, un locale caldaia, una cantina, un ripostiglio e rivisto lo spazio del garage e dei magazzini annessi.

Al piano primo si è provveduto ad una complessiva ridefinizione funzionale creando la zona giorno comprensiva di cucina – pranzo, salotto e spazi accessori quali un locale pluriuso e uno spazio giochi per i bambini. E’ stata inoltre eliminata una veranda esterna a nord nonché la terrazza preferendo in tal modo gli affacci a est e a sud per ottenere un maggiore utilizzo dell’apporto solare.

Al secondo piano è stata organizzata la zona notte con camere, cabine armadio e servizi adeguati.

I prospetti saranno oggetto di un complessivo riordino, per cui, oltre alla modifica dei fori  in funzione della nuova distribuzione interna, si è cercato di proporre una diversa qualificazione del fronte principale rivolto ad est e che si affaccia sulla pubblica via.

Ne risulta ridimensionato sensibilmente il carattere ripetitivo dei blocchi condominiali presenti nell’area.  A sud e ad est, nonostante l’orientamento infelice (avendo l’edificio i fronti maggiori rivolti ad est ed ovest) sotto il profilo dell’apporto solare, è stato scelto di confermare e/o ampliare le terrazze ritenendole spazi maggiormente fruibili, attraverso ampie aperture, dai locali più frequentati nell’arco della giornata (soggiorno e spazio giochi).

E’ stata posta, inoltre, particolare attenzione all’uso dei materiali ricercando il più possibile l’utilizzo di prodotti bio-compatibili come l’uso della calce (intonaci) e del legno (pavimenti serramenti ecc.). La coibentazione perimetrale, al fine di recuperare il calore, sfruttando l’inerzia termica della parete, verrà effettuata con l’applicazione di un termocappotto esterno con materiali minerali.

Si è provveduto ad una sistemazione del verde attraverso una riorganizzazione dell’area scoperta in funzione di un allargamento, previo spostamento, dell’accesso carraio che consentirà un migliore disimpegno degli automezzi in entrata ed uscita dall’area privata. Si sono evitati, in tal modo, disagi anche per gli altri frontisti.

La ridefinizione del verde come anzidetto, ha reso maggiormente  funzionali ed agevoli gli accessi e a dotare l’area, lungo la sua perimetrazione interna, di una siepe di ligustrum,  della semina di un tappeto erboso e la conservazione di alcune piante esistenti come il cedro del libano.

Casa D a Dosson (2004/05)

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

In questo caso, l’incarico era completo e comprendeva sia la scelta del terreno che l’intera progettazione e direzione lavori fino all’agibilità.

L’intervento di progetto prevedeva la costruzione di una casa d’abitazione unifamiliare.

Si tratta di un corpo di fabbrica compatto con il lato maggiore (est-ovest) rivolto a sud.

L’edificio presenta il fronte sud molto aperto al fine di ottenere il massimo apporto solare. Altro elemento caratterizzante è dato dall’espansione a piano terra della zona pranzo “aperta” verso sud-est formando, in tal modo, un piacevole spazio tra soggiorno cucina e pranzo. La copertura è prevalentemente a falda con una parte piana a copertura del garage a sua volta coperta dal prolungamento della falda ad est creando un piacevole spazio aperto per l’estate.

Il volume a sud è delimitato alla sommità da un frontone con funzione di protezione delle stanze a sud che, ad esclusione della camera matrimoniale e del locale da pranzo, risultano arretrate rispetto al volume delimitato dal suddetto frontone. Ad est, in corrispondenza dell’accesso dalla Via Pubblica, sono stati collocati il garage e la centrale termica. Ad est risultano pure collocati tutti i terminali degli impianti tecnologici predisposti dal lottizzante a cui il fabbricato di progetto è stato allacciato.

L’involucro edilizio di progetto è costituito da una muratura in laterizio con blocchi porizzati dello spessore di 34 cm, con intercapedine  coibentata e rivestimento esterno in mattone faccia vista. Tale sistema permette una buona inerzia termica (massa) che crea uno stato di benessere in conseguenza della riduzione dell’ampiezza dell’onda termica.

Sotto il profilo morfologico e funzionale la casa è suddivisa in tre piani di cui due fuori terra; al piano terra è collocata la zona giorno su due livelli; al primo piano, trova posto la zona notte sviluppata secondo un criterio di tipo “bioclimatico” con le tre camere a sud.

I collegamenti verticali conducono al piano interrato dove è collocato un magazzino; a nord un collegamento est-ovest dal disimpegno del vano scale conduce agli accessori garage, stireria e caldaia.

L’edificio si pone come elemento di chiusura e completamento dell’area di recente urbanizzazione, ormai  satura. La proposta di rivestire l’edificio in mattoni di laterizio faccia-vista richiama ed echeggia la testimonianza di altre presenze edilizie con “pelle” in laterizio quasi a voler ribadire  il desiderio di riscattare un territorio (paesaggio edilizio) che da secoli ha visto la “sua argilla” utilizzata altrove.

RECUPERO LACOM (ipotesi progettuale realizzata parzialmente) 2003/04

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

Trattasi di una parte di fabbricato che costituisce delle ex pertinenze patrizie dell’800; la porzione interessata è posta ad est dell’intero corpo di fabbrica ed è prospiciente alla piazza pubblica.

L’immobile è costituito da una porzione di edificio disposto su 3 piani. Il piano terra comprende un esercizio commerciale ed una parte ad uso abitazione e magazzino.

Il primo piano è interamente utilizzato a residenza, mentre il secondo piano riguarda esclusivamente il corpo principale ed è a servizio della residenza come locale pluriuso o deposito.

L’ipotesi progettuale proposta, riguarda il recupero con sopraelevazione della parte bassa (punta sud-est) al fine di rendere compiuto l’intero volume, permettendo un riutilizzo equo e razionale suddividendo l’intera unità immobiliare su tre piani.

Il filo conduttore progettuale non è stato quello di imitare l’esistente, falsando od ostentando forme e dimensioni non più attuali, ma si è cercato di prediligere una riproposizione edilizia e architettonica con l’utilizzo di materiali moderni, ma nobili, come il ferro.

Sono state ricavate aperture ampie ad est che permettano idonee prese di luce ed una maggiore visibilità verso la piazza e la chiesa.

I materiali ipotizzati erano di tipo tradizionale come l’esistente, con particolare riguardo alla muratura in laterizio intonacata a base calce, alla copertura in coppi, ai serramenti in legno e solai in legno e ferro.

L’intervento realizzato non rispecchia le caratteristiche suindicate anche se la visione d’insieme potrebbe apparentemente ingannare.

Casa GT a Treviso (1993/95)

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

Il progetto è nato dall’idea e dalla volontà di rispettare e dialogare con il contesto naturale in cui si è insediato l’edificio.

L’area di progetto, zona Santa Bona (TV), non risultava libera all’epoca dell’incarico, poiché insisteva un’abitazione di poco pregio architettonico e non recuperabile. Il lotto di forma triangolare, confina con altre proprietà ed è delimitato da un fossato demaniale a nord-ovest.

La costruzione è formata da una “torre” alta circa 10 metri, che comprende al piano terra i posti auto, il vano caldaia, al primo e secondo piano le camere con i servizi. La cucina, la sala da pranzo, soggiorno, l’ingresso e altri vani accessori ad uso diurno sono raccolti a parziale ventaglio di 90° con tetto a falda attorno allo spigolo sud della torre.

L’idea della torre è conseguente non solo ad una semplice organizzazione funzionale degli spazi interni della casa, ma dalle testimonianze ancora presenti nel centro storico trevigiano che danno e hanno dato di Treviso l’immagine di una città turrita.

I muri d’ambito della parte di edificio con falde sono rivestiti da un paramento in mattoni di laterizio lasciati a vista; tali muri sono stati prolungati con la stessa pendenza del tetto, fino a raggiungere il suolo per dare maggior forza e quindi equilibrio figurativo con la torre. Questa è rivestita con pannelli termocoibenti a cappotto fissati alla struttura per ottenere un maggiore risparmio energetico.

La copertura della torre è piana con la possibilità di creare un giardino pensile con arbusti a crescita orizzontale e ricadenti.

Il tetto a falda, la porzione a giorno relativa al piano terra, è strutturalmente eseguito in legno con “anima” armata da una lama metallica. Il manto di copertura è in lamiera grecata di rame. Il corpo a falda è caratterizzato inoltre da una colonna ad anelli impilabili di calcestruzzo normale e in coccio pesto di ø 140 cm, posta nello spigolo sud-ovest che sorregge sia la trave di falda che le travi orizzontali ad IPE poste a sud-est e sud-ovest con funzione di cordolo e per contenere gli appoggi della travatura in legno della copertura medesima.

Gli interni sono interamente caratterizzati da stucco veneziano eseguito magistralmente a spatola a più mani da esperti pittori.

Gli arredi mobili presenti sono di serie mentre le componenti fisse panche, ripiani sono eseguite su disegno. Scale con pedate in legno Panga e alzata in Pietra Rosa della Lessinia. Esterni in Pietra Rosa e Pietra Serena. L’abitazione ha una superficie abitabile di circa 185 mq oltre a garage (due posti auto) e centrale termica.

Casa G+DP a Dosson (1990)

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

Il progetto, nato dall’idea e dalla volontà di rispettare e dialogare con l’esistente, è sviluppato con una forte coerenza con le linee, i volumi, le aperture e gli allineamenti originari. Infatti, proprio questi hanno dettato e suggerito molti aspetti del progetto.

La porzione di edificio, oggetto dell’intervento, è parte di un complesso edilizio di origine rurale (ora a schiera) che è stato più volte rimaneggiato, perdendo così la sua unitarietà edilizia caratterizzata dalla semplicità, purezza di linee e volumi tipica dell’edilizia rurale veneta dell’800 e i primi del ‘900.

Il progetto, sulla base di un’analisi edilizia accurata, è stato redatto prestando particolare attenzione al linguaggio di componenti edilizio-architettonici esistenti al fine di mantenere in luce i segni originali delle facciate e del tetto (archi, cornici, ecc.).

Sono stati recuperati pertanto gli archi a tutto sesto esistenti, uno dei quali, ad est e di modeste dimensioni, verrà utilizzato per l’ingresso e l’innesto del nuovo corpo scala.

L’inserimento del collegamento verticale all’interno dell’abitazione, oltre a comportare problemi di carattere funzionale, avrebbe causato un dispendio di superficie abitabile. E’ stato quindi progettato un volume esterno che potesse contenere il vano scala; la questione però, non presentava una semplice soluzione dovuta all’opportuna distanza da tenere dal vicino fabbricato.

La soluzione di progetto, infatti, non prevede aperture che dal vano scala si affaccino verso l’edificio preesistente. Si è colta così l’opportunità di risolvere la questione progettuale creando un dialogo tra l’edilizia esistente, oggetto di recupero, e il nuovo volume con forme e materiali attuali.

I materiali utilizzati sono di tipo tradizionale come ad esempio le sottofondazioni in cls. armato; il ripristino delle murature fuori piombo con tecnica cuci-scuci; ripasso totale del tetto con interposizione del materiale isolante;  intonaci esterni in malta di calce a grezzo e finiture in cocciopesto; pavimenti interni in pietra Prun, legno di quercia e ceramica; serramenti di tipo tradizionale in legno ad un’anta con vetrocamera e con scuretti esterni.

Il riscaldamento, anch’esso di tipo tradizionale, a mezzo di una caldaia a gas.

Il corpo scala è progettato evidenziando l’uso di materiali più recenti come il calcestruzzo a vista, intonaco liscio e serramenti metallici.

Questo linguaggio architettonico è un costante dialogo tra la storia ed il contemporaneo.

Casa EDM a Ponzano (1990/91)

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

L’intervento è ubicato nella campagna veneta a nord di Treviso verso la zona Pedemontana. Anche in questo caso ci si trova di fronte ad una tipologia a schiera con l’impianto originario risalente al 1800. L’abitazione interessata è collocata nella testa ad ovest del complesso edilizio.

L’alloggio, sviluppato su tre livelli, è composto da tre locali (soggiorno/ingresso/cottura, camera matrimoniale e servizi) oltre ad un ballatoio nel sottotetto.

E’ stata posta una particolare attenzione al rispetto dei materiali originari del luogo: ciottoli di fiume, cotto e legno. L’intervento moderno di ampliamento del portico è strutturalmente eseguito con predominanza del ferro.

Arredo d’Interni B

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

In questo progetto è stata richiesta dalla committenza un’attenzione massima e quasi maniacale per il disegno e lo sviluppo degli arredi interni. Sono stati inoltre scelti ed inseriti arredi ed oggetti di design di altissimo pregio, come la sedia di Mackintosh, lampade di Afra e Tobia Scarpa e di Castiglioni, il letto di Paolo Piva prodotto dalla Molteni, per citarne alcuni.

E’ stata quindi posta una cura nella progettazione degli arredi e dell’atmosfera che si voleva ottenere. L’intervento risale alla metà degli anni ’80.

Alloggi a schiera FA.RO. (1985/1989)

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

La richiesta del committente, consisteva nel progettare e realizzare quattro alloggi a schiera posti in un’area urbanizzata nell’immediata periferia sud di Treviso.

Il lotto ben orientato con l’asse maggiore est-ovest ha permesso di effettuare l’intervento dell’edificio perfettamente orientato a sud per ricevere il massimo apporto solare (luce e calore – invernale).

I due alloggi centrali dispongono di un’area di circa 180 mq complessivi dei quali 82 mq circa coperti. I due alloggi di testa (est ed ovest) dispongono di un’area complessiva di  circa 480 mq dei quali 86 mq circa coperti.

L’accesso pedonale avviene da sud attraverso un percorso ricavato ad hoc, mentre da nord si accede ai garage direttamente dalla strada.

Le abitazioni si sviluppano su 4 livelli con il piano terra e il primo su due livelli ammezzati . Al piano seminterrato sono ubicati i garage e i magazzini (gli alloggi di testa hanno i garage a livello terra), al piano terra sono ubicati il pranzo, il soggiorno e la cucina con un servizio igienico. Al primo piano troviamo 3 camere con il bagno principale ed un secondo bagno ad uso esclusivo della camera matrimoniale.

Il secondo piano permettere di accedere direttamente sulla terrazza resa agibile e praticabile come stenditoio o semplicemente come solarium.

La copertura praticabile è realizzata con il sistema a tetto rovescio con protezione in quadroni di ghiaino sulla coibentazione in doppio strato di PSE.

Formalmente si presenta come un grande parallelepipedo con elementi e corpi aggettanti con diverse funzioni e orientamenti. I due volumi che insinuano ad est ed ovest comprendono a piano terra il caminetto e al primo piano un bagno ad uso esclusivo della camera matrimoniale.

Strutturalmente l’intero immobile e costruito in muratura di laterizio intonacata, mentre fondazioni, muri interrati e travi e pilastri sono in calcestruzzo armato. Solai in latero-cemento. Le finiture sono di tipo tradizionale con pavimenti in ceramica e legno (lamparquet)  di rovere nelle camere. Impianto termico a gas con caldaie autonome e corpi scaldanti con termostati per ambiente.

La parete nord è provvista di un isolamento a cappotto opportunamente dimensionato.

Il resto dell’ intervento è caratterizzato da un rivestimento esterno (separato dalla muratura portante interna da una intercapedine con materiale coibente) in Leca Blocco splittato a vista  di colore rosa.

Casa V a sud di Treviso (1980/82)

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

L’edificio oggetto di intervento di ristrutturazione è sito in Treviso, località S.Zeno ed è costituito da un fabbricato con tipologia a blocco comprendente due abitazioni rispettivamente al 1° e al 2° piano, e garage-magazzini al piano terra. L’immobile risale al 1960 ed è stato costruito con tecniche e materiali tradizionali come il laterizio intonacato per le murature, il legno per i serramenti, manto di copertura in coppi ecc. .

Gli impianti esistenti erano di tipo tradizionale con distribuzione a pioggia, riscaldamento con caldaia a gas e corpi scaldanti a radiatori. L’impianto elettrico è stato completamente adeguato alle norme vigenti in materia, provvedendo al suo totale rifacimento.

Il progetto ha riguardato essenzialmente una riorganizzazione complessiva degli spazi oltre ad un adeguamento igienico sanitario e normativo per il ricavo di un unico alloggio (in luogo dei due attuali). Si provvederà alla riduzione dell’altezza utile dei piani per l’inserimento della coibentazione all’intradosso del solaio di soffittatura del secondo piano, nonché per la distribuzione dei nuovi impianti a pavimento ai fini di un maggior risparmio energetico.

Al  piano terra si procederà ad una riorganizzazione degli spazi a seguito  dello spostamento dell’ingresso dal fronte est a quello nord eliminando in tal modo, con l’inserimento di una rampa, gli eccessivi dislivelli interni.

Sono stati inoltre ricavati, sempre a piano terra, un locale caldaia, una cantina, un ripostiglio e rivisto lo spazio del garage e dei magazzini annessi.

Al piano primo si è provveduto ad una complessiva ridefinizione funzionale creando la zona giorno comprensiva di cucina – pranzo, salotto e spazi accessori quali un locale pluriuso e uno spazio giochi per i bambini. E’ stata inoltre eliminata una veranda esterna a nord nonché la terrazza preferendo in tal modo gli affacci a est e a sud per ottenere un maggiore utilizzo dell’apporto solare.

Al secondo piano è stata organizzata la zona notte con camere, cabine armadio e servizi adeguati.

I prospetti saranno oggetto di un complessivo riordino, per cui, oltre alla modifica dei fori  in funzione della nuova distribuzione interna, si è cercato di proporre una diversa qualificazione del fronte principale rivolto ad est e che si affaccia sulla pubblica via.

Ne risulta ridimensionato sensibilmente il carattere ripetitivo dei blocchi condominiali presenti nell’area.  A sud e ad est, nonostante l’orientamento infelice (avendo l’edificio i fronti maggiori rivolti ad est ed ovest) sotto il profilo dell’apporto solare, è stato scelto di confermare e/o ampliare le terrazze ritenendole spazi maggiormente fruibili, attraverso ampie aperture, dai locali più frequentati nell’arco della giornata (soggiorno e spazio giochi).

E’ stata posta, inoltre, particolare attenzione all’uso dei materiali ricercando il più possibile l’utilizzo di prodotti bio-compatibili come l’uso della calce (intonaci) e del legno (pavimenti serramenti ecc.). La coibentazione perimetrale, al fine di recuperare il calore, sfruttando l’inerzia termica della parete, verrà effettuata con l’applicazione di un termocappotto esterno con materiali minerali.

Si è provveduto ad una sistemazione del verde attraverso una riorganizzazione dell’area scoperta in funzione di un allargamento, previo spostamento, dell’accesso carraio che consentirà un migliore disimpegno degli automezzi in entrata ed uscita dall’area privata. Si sono evitati, in tal modo, disagi anche per gli altri frontisti.

La ridefinizione del verde come anzidetto, ha reso maggiormente  funzionali ed agevoli gli accessi e a dotare l’area, lungo la sua perimetrazione interna, di una siepe di ligustrum,  della semina di un tappeto erboso e la conservazione di alcune piante esistenti come il cedro del libano.

 

Casa B a Dosson (1979-1981)

scritto da Architetto Favaretto | Architetti Treviso | Dosson di Casier il . Pubblicato in Portfolio

Questo incarico prevedeva alcuni interventi come la ristrutturazione della parte dell’edificio principale ad est esclusivamente residenziale (impianti tecnologici), isolamento delle murature perimetrali, nuovi serramenti, ripristino dell’intonaco esterno e ripasso del tetto, delle grondaie e pluviali, per citarne alcuni.

Inoltre si è prevista la demolizione di parte degli annessi rustici, in quanto privi di ogni consistenza e garanzia statica, provvedendo alla ricostruzione e ampliamento secondo quanto prescritto dalle normative vigenti.

L’edificio è stato pensato e realizzato con le tecniche più tradizionali, per esempio la muratura portante in trimattoni isolanti tipo Poroton, solai in legno, ferro e latero-cemento, tetto a falde con travi composte di legno e ferro, strato coibente e manto di copertura in coppi.